Quanti passi al giorno in gravidanza: raccomandazioni e consigli per muoversi in sicurezza

Le raccomandazioni francesi e canadesi sull’attività fisica durante la gravidanza parlano in minuti, raramente in passi. Il riferimento ufficiale rimane 150 minuti di attività moderata a settimana, distribuiti su più giorni. Tradurre questo volume in numero di passi quotidiani richiede di incrociare diversi dati, e le risposte non sono così nette come alcuni grafici online lasciano credere.

Passi quotidiani e gravidanza: cosa dicono i dati recenti

Il numero di 10.000 passi al giorno circola ampiamente nei media di massa. Applicato alla gravidanza, proviene in particolare dai lavori dell’Exercise and Pregnancy Lab della Western University in Canada. Michelle Mottola, direttrice di questo laboratorio, associa un obiettivo di 10.000 passi al giorno a una migliore gestione del peso gestazionale, nell’ambito di una gravidanza senza complicazioni.

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Le schede istituzionali francesi (ministero degli Sport, Salute pubblica Francia) non riprendono questa conversione in passi. Si attengono ai 150 minuti settimanali di intensità moderata, che corrispondono circa a una camminata veloce. Determinare quanti passi al giorno in gravidanza bisogna mirare implica quindi fare da soli il ponte tra durata e distanza.

La guida del ministero degli Sport pubblicata nel 2023 precisa che la camminata veloce costituisce una buona base di attività moderata e che può essere frazionata in sequenze brevi durante la giornata. Questa logica di frazionamento si presta bene al monitoraggio tramite pedometro: diversi piccoli blocchi di camminata piuttosto che un’unica uscita lunga.

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Donna incinta che consulta il suo orologio connesso per contare i suoi passi durante una passeggiata in città

Camminata in gravidanza trimestre per trimestre: adattare il volume

Il corpo cambia ad ogni trimestre, e il numero di passi realistico evolve con esso. Nel primo trimestre, la fatica e le nausee possono frenare la motivazione, ma la mobilità rimane vicina alla norma. Una donna che camminava regolarmente prima della gravidanza può mantenere il suo ritmo abituale senza modifiche particolari.

Nel secondo trimestre, la maggior parte delle donne incinte ritrova energia. È spesso il periodo in cui il volume di camminata è più facile da raggiungere. Il centro di gravità inizia a spostarsi, ma le articolazioni non sono ancora troppo sollecitate.

Terzo trimestre: rallentare senza fermarsi

L’aumento di peso, la pressione sul pavimento pelvico e il rilassamento legamentoso modificano il passo. Ridurre la durata delle uscite e frazionare ulteriormente diventa una strategia più confortevole che puntare a un obiettivo fisso. La guida del ministero degli Sport raccomanda infatti di interrompere regolarmente i periodi di sedentarietà prolungata, anche nel terzo trimestre.

I dati disponibili non permettono di fissare una soglia di passi precisa per ogni trimestre. La variabilità tra le donne (condizione fisica precedente, gravidanza singola o gemellare, patologie associate) rende qualsiasi soglia universale approssimativa.

Controindicazioni e segnali d’allerta durante la camminata

La camminata è l’attività più accessibile durante la gravidanza, ma non è priva di condizioni. Alcune situazioni richiedono un parere medico prima di mantenere o aumentare il volume di passi quotidiani:

  • Sanguinamenti vaginali, contrazioni regolari o fuoriuscita di liquido amniotico: arresto immediato e consultazione
  • Gravidanza gemellare con rischio di parto prematuro: il volume di attività deve essere validato dal professionista sanitario
  • Ipertensione gravidica, preeclampsia o placenta previa: la camminata può essere controindicata o rigorosamente controllata
  • Dolori pelvici o lombari che peggiorano durante la camminata: adattare la durata e la velocità prima di proseguire

Il sito Naître et grandir ricorda che sintomi come un affanno sproporzionato, vertigini o dolore toracico giustificano l’arresto dello sforzo. Questi segnali non sono da sottovalutare: possono indicare un problema cardiovascolare o placentare.

Pedometro e monitoraggio della camminata durante la gravidanza: limiti pratici

Seguire i propri passi con un braccialetto connesso o uno smartphone sembra semplice. In pratica, diversi bias falsano i numeri. I pedometri sottovalutano spesso i passi lenti, frequenti alla fine della gravidanza, poiché il loro algoritmo è calibrato su un passo standard.

Il numero visualizzato può variare dal 15 al 20% a seconda del dispositivo e della velocità di camminata. Una donna incinta che rallenta nel terzo trimestre vedrà il suo contatore diminuire senza che il suo sforzo reale diminuisca proporzionalmente.

Un altro limite: concentrarsi su un obiettivo numerico può generare senso di colpa nei giorni di intensa fatica. Il frazionamento raccomandato dal ministero degli Sport (piccole sequenze distribuite durante la giornata) offre un quadro più flessibile rispetto a un totale quotidiano rigido.

Donna incinta seduta su una panchina di un giardino pubblico, facendo una pausa e allungando le caviglie dopo una camminata

Completare la camminata con altre attività moderate

La camminata non è l’unica opzione. Gli Hospices Civils de Lyon citano il nuoto, lo yoga prenatale e la cyclette tra le attività compatibili con la gravidanza. Alternare queste pratiche con la camminata permette di mantenere il volume di attività senza sovraccaricare le stesse articolazioni.

  • Nuoto: allevia il peso della pancia e riduce l’edema degli arti inferiori
  • Yoga prenatale: lavora sulla postura e sulla respirazione, complementare alla camminata
  • Cyclette: meno impatto sul pavimento pelvico rispetto a una lunga camminata alla fine della gravidanza

L’obiettivo di 150 minuti settimanali può includere tutte queste attività, non solo la camminata. Convertire il tutto in passi non ha quindi più senso.

Fissare un numero di passi quotidiani durante la gravidanza rimane un riferimento utile per le donne che amano quantificare la loro attività. Il numero di 10.000 passi riguarda le gravidanze senza complicazioni e non sostituisce il parere di un professionista sanitario. Per molte donne incinte, frazionare la camminata in brevi sequenze e ascoltare i segnali del corpo si rivela più pertinente di un contatore rigido.

Quanti passi al giorno in gravidanza: raccomandazioni e consigli per muoversi in sicurezza